Artrite, artrosi o osteocondrosi: come riconoscere il dolore articolare
Dita gonfie e rigide al risveglio, un ginocchio che scricchiola, un dolore che dal collo scende fino alla mano: sintomi diversi che spesso finiscono sotto la stessa parola, reumatismi. In realtà dietro possono esserci tre problemi molto diversi. L'artrite è un'infiammazione, l'artrosi un'usura, l'osteocondrosi riguarda i dischi della colonna. Capire la differenza aiuta a scegliere lo specialista giusto e a non perdere mesi con esami e terapie non adatti.
Tre diagnosi che si confondono spesso
L'artrite è un processo infiammatorio dell'articolazione. Può dipendere da malattie autoimmuni, come l'artrite reumatoide o l'artrite psoriasica, da cristalli, come nella gotta, oppure da un'infezione. L'infiammazione rende l'articolazione gonfia, calda e dolente anche a riposo, e spesso coinvolge più articolazioni contemporaneamente.
L'artrosi è invece un'usura progressiva della cartilagine. È molto diffusa con l'avanzare dell'età, ma può comparire prima dopo traumi, sovraccarichi o per predisposizione familiare. Colpisce soprattutto ginocchia, anche, mani e colonna. Può avere fasi infiammatorie, ma il meccanismo di fondo è meccanico.
Osteocondrosi è un termine usato soprattutto nell'Europa dell'Est. In Italia si parla più spesso di discopatia degenerativa, artrosi cervicale o lombare, protrusione o ernia del disco. Riguarda i dischi tra le vertebre, e il dolore nasce nella colonna, anche se può irradiarsi al braccio o alla gamba.
Le tre condizioni non si escludono: una persona può avere artrosi alle ginocchia e contemporaneamente una discopatia cervicale. Proprio per questo è utile osservare bene dove, quando e come compare il dolore.
Le mani come mappa: cosa raccontano le dita
Le mani sono uno dei punti in cui artrite e artrosi si distinguono meglio, perché colpiscono articolazioni diverse e in modo diverso.
L'artrosi delle mani interessa soprattutto:
• le articolazioni vicino alla punta delle dita, dove compaiono noduli duri chiamati noduli di Heberden;
• le articolazioni centrali delle dita, con i noduli di Bouchard;
• la base del pollice, con dolore quando si gira una chiave o si apre un barattolo.
La rigidità mattutina dura pochi minuti e il dolore aumenta con l'uso.
L'artrite reumatoide, invece, colpisce più tipicamente:
• le nocche e le articolazioni centrali delle dita, in modo simmetrico su entrambe le mani;
• i polsi;
• con gonfiore morbido, calore e rigidità mattutina che dura più di mezz'ora, a volte ore.
L'artrite psoriasica può gonfiare un intero dito, facendolo assomigliare a una salsiccia, e spesso si associa a lesioni della pelle o delle unghie. La gotta dà attacchi improvvisi, con un'articolazione rossa, calda e molto dolente, classicamente l'alluce.
Dita gonfie in modo simmetrico e rigide a lungo al mattino meritano una visita reumatologica senza attendere troppo.
Quando il dolore arriva dal collo o dalla schiena
Non tutto il dolore percepito in un'articolazione nasce lì. Una discopatia cervicale può irritare le radici nervose che vanno al braccio e alla mano, dando dolore alla spalla, formicolii alle dita e sensazione di debolezza nella presa. Allo stesso modo, un problema lombare può proiettare il dolore sul gluteo, sull'inguine o sulla coscia, simulando un'artrosi dell'anca.
Alcuni indizi fanno pensare a un'origine dalla colonna:
• il dolore cambia con la posizione del collo o della schiena;
• ci sono formicolii o intorpidimento lungo un tragitto preciso del braccio o della gamba;
• l'articolazione periferica, visitata dal medico, si muove bene e non è gonfia;
• il dolore peggiora stando seduti a lungo o piegandosi in avanti.
Al contrario, se la spalla o l'anca fanno male in un movimento preciso e sono rigide, il problema è probabilmente nell'articolazione stessa. Una perdita improvvisa di forza in un arto, disturbi del controllo di vescica o intestino, o intorpidimento nella zona genitale sono segnali di allarme che richiedono il pronto soccorso. Negli altri casi è la visita clinica, prima ancora degli esami, a indicare la direzione giusta.
Specialisti ed esami: il percorso giusto
Il primo passo è quasi sempre il medico di famiglia, che raccoglie la storia, visita e imposta i primi accertamenti. Da lì il percorso cambia in base al sospetto.
Se si sospetta un'artrite, lo specialista di riferimento è il reumatologo. Gli esami tipici sono:
• VES e proteina C reattiva per misurare l'infiammazione;
• fattore reumatoide e anticorpi anti-CCP;
• acido urico, se si pensa alla gotta;
• ecografia articolare, molto utile per vedere un'infiammazione ancora non visibile ai raggi.
Per l'artrosi, dopo il medico di famiglia intervengono spesso l'ortopedico e il fisiatra. La radiografia è l'esame di base, in carico per ginocchio e anca; la risonanza si aggiunge in casi selezionati.
Per il dolore di origine vertebrale, la risonanza della colonna è l'esame di riferimento quando i sintomi persistono o ci sono segni neurologici. Fisiatra, ortopedico o neurochirurgo seguono il percorso a seconda della gravità.
Un consiglio pratico: conserva tutti i referti e le immagini in un'unica cartella e annota per due settimane gli orari del dolore e la durata della rigidità al mattino. Queste informazioni valgono spesso più di un esame in più.
Artrite e terapie rigenerative: cosa aspettarsi
Il plasma ricco di piastrine, o PRP, e la frazione vascolare stromale, o SVF, sono conosciuti soprattutto per l'artrosi, ma vengono proposti anche in alcune forme di artrite, come supporto locale per l'articolazione che continua a fare male quando la malattia è sotto controllo. Agiscono sull'infiammazione nell'articolazione e sulle condizioni dei tessuti, non sulla causa autoimmune.
Il City Medical Centre di Mosca, che accoglie pazienti da altri paesi, presenta nella sua pagina sul trattamento dell'artrite per pazienti di Torino queste iniezioni eseguite sotto guida ecografica, in un solo giorno. La clinica specifica che non sostituiscono le terapie del reumatologo nelle malattie sistemiche e che non si eseguono durante un'infezione articolare attiva o una riacutizzazione intensa. La colonna vertebrale non rientra tra le zone trattate dalla clinica, quindi per la discopatia servono altri percorsi.
Tra le controindicazioni ci sono anche tumori, gravidanza e allattamento, disturbi della coagulazione e malattie gravi di cuore, reni o fegato. Chi convive con un'artrite ben controllata e ha ancora un'articolazione dolente può chiedere al proprio reumatologo se un trattamento locale di questo tipo abbia senso, partendo sempre da una diagnosi precisa.
